Cime tempestose

Chiedere invece che lamentarsi è importantissimo, un punto di svolta, la leva che fa saltare tutto.

Devo capire esattamente cosa significa per me. Prima di tutto, credo, pensare di poter stare insieme a qualcuno per tutta la vita; pensare di poter davvero amare qualcuno per tutta la vita; significa amarmi, poter pensare di amarmi.

Ogni volta che mi viene da arrabbiarmi o da “mettere il broncio”, posso fare una richiesta. Arrabbiarsi, mettere il broncio, lamentarsi o pensare ‘ci dovremmo lasciare…’ e essere pronta a farlo sono un po’ tutti sinonimi e del non saper formulare una richiesta, più nello specifico. E allo stesso tempo il non formulare una richiesta e non sapere come formularla discendono dal non riuscire a amarsi, non sapersi amare.

Questo lo capisco molto bene, perché capisco la difficoltà ad amarsi. Capisco quindi che c’è bisogno di allenare la propria capacità di formulare una richiesta.

Per esempio, nel caso dell’altra sera quando mi sono arrabbiata tantissimo quando il mio moroso mi ha detto: “Se non pulisco io, qua è tutto sporco!”, avrei potuto dire benissimo: “Va là! Piuttosto, vieni ad abbracciarmi!”; oppure: “Non pulire, vieni qua a abbracciarmi!”, o varie ed eventuali.

Le richieste non si fanno perché si ha paura che vengano rifiutate. Se invece si affronta questa paura, se si accetta che possano anche venire rifiutate, si fanno e basta, saltano fuori sempre e comunque.

(Mi sto rendendo conto adesso di chi sono – che è qualcuno che io sono diventata mio malgrado, come la quercia per la ghianda -. L’insegnante di Feldenkrais che può realmente costruirsi un corpo in grado di ballare il tango a 50 anni e che può realmente sentire dentro di sé per la prima volta il rapporto tra l’assetto del bacino relativamente alla colonna lombare e l’arco plantare; questa persona è davvero impressionante. L’insegnante di Feldenkrais che a 50 anni può scoprire tutto questo e si può fare una domanda sul modo, punto e sensazione in cui nell’anteversione del bacino si rispecchia la curva plantare è qualcosa che non ho creato io, non ho lavorato al fine di formare, ma che a un certo punto posso semplicemente descrivere perché c’è – e, a proposito, la curva plantare si rispecchia nel bacino che rimane quieto mentre la colonna lombare si arrotonda all’indietro come una maniglia. Sono giunta a questa coscienza e è passato il dolore alla zona lombare, prima di tutto; poi il dolore al femore sinistro, il dolore al metatarso destro e quello al metatarso sinistro. -.)

Il fatto che non venga in mente quali richieste formulare credo che dipenda dal fatto che si può avere paura che le richieste non vengano soddisfatte, ma anche che invece lo siano. Se quello che si vuole è semplicemente essere felici e non invece passare tutta la vita a non capire o a essere frustrati e tristi; se si è capaci di un’immagine di sé stessi luminosa, gioiosa e realizzata; allora le richieste verranno giù fatte, non sarà un problema sapere che richieste formulare. Se non viene in mente quali richieste formulare è solo perché si ha paura che vengano esaudite o rifiutate e si preferisce nascondersi dietro un’auto-immagine fittizia in cui si è superiori.

Mi sono resa conto che per me il fatto che un uomo voglia realmente stare con me, dopo il mio ultimo compagno, è quasi inconcepibile, perché ho vissuto per dieci anni associando il fatto che ci fosse una persona e che poi andasse via all’idea che questa persona volesse in realtà restare. Quindi per me una persona quando vuole restare poi va via. L’altro pilastro di questa riflessione è che quel mio ex andava via non perché doveva, ma perché voleva, non voleva realmente restare. Queste due cose sono strettamente legate: lui non voleva realmente restare per sempre e quindi non c’era quasi mai o non c’era in tanti modi, perché non voleva esserci. Sembra banale, ma non se, come me, passi attraverso un lavaggio del cervello giocato attorno all’idea d’amore, per tanto tempo; attorno all’idea che ci fossero delle ragioni imprescindibili per cui lui doveva andare via (che erano sempre com’era fatto lui, la sua incapacità di vivere insieme a questo e a quello, il suo odio per le persone, tutte le sue idiosincrasie, insomma). Ma non l’amore che mancava. Questo mai. L’amore, diceva lui, c’era.

Ho vissuto per tutto questo tempo attorno a questo lavaggio del cervello, che per queste ragioni lui doveva andare via, noi non potevamo restare insieme. Non appena è stato possibile vivere insieme, per via della risoluzione delle ragioni per cui “non potevamo vivere insieme”, lui se n’è andato. Questo, checché lui ne dica, non è un caso: probabilmente se si fossero date tutte le circostanze che si sono date, ma fossimo stati in un altro momento della nostra vita in cui, per altre ragioni, non avessimo comunque potuto vivere insieme, saremmo rimasti insieme, non mi avrebbe lasciata.

Invece semplicemente ha dovuto farlo, per via delle mutate circostanze. C’è anche da dire che la nostra storia si era oggettivamente esaurita non per colpa sua (di lui), ma perché noi due non potevamo stare insieme e questo si era già visto sicuramente da alcune mie reazioni: quando è arrivato a casa nostra per il covid, per esempio; la mia reazione al suo essere sempre al centro del maggior numero di persone possibili, mentre diceva di odiare le persone; la mia reazione al fatto che lui richiedesse sempre la mia presenza alle cose che riguardavano lui e non ricambiasse il favore. Tutto questo per dire che lui è stato adatto a me e viceversa per un periodo e quel periodo era finito. Così come con il mio ex marito che sarebbe restato accanto a me anche per tutta la vita, ma ci saremmo stati accanto senza amore, senza gioia e io così non ci volevo stare. Dentro di me all’epoca non avevo le risorse per fare la cosa giusta, avviare delle dinamiche che lo potessero fare crescere insieme a me e ci potessero fare crescere come coppia. E quindi la storia è finita, molto semplicemente.

Ora sento che se voglio dal mio compagno alcune cose, se c’è qualcosa che sento che non va, gli posso chiedere quello che voglio e lui è lì per me. Quello che mi mancava di realizzare era proprio solo questo: che non è difficile nemmeno capire che richiesta fare. Non lo è.

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